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"Il Fuori Suolo"

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Le colture fuori suolo, senza suolo o ancor meglio conosciute come "idroponiche" consistono nella coltivazione di piante senza l'ausilio del terreno agrario nel senso lato del termine.

La coltivazione si svolge nei medesimi ambienti , prevalentemente in serra, dove le piante sono coltivate su substrati, canalette di coltura o vasche di coltura appoggiate sul terreno, attraverso un'attenta gestione della soluzione nutritiva (acqua + sali minerali ) .
Le motivazioni che portano al fuori suolo sono molteplici, tuttavia la ragione principale è solitamente legata alla possibilità di evitare e/o limitare alcune patologie dell'apparato radicale e gli effetti della stanchezza del terreno.

I principali sistemi di coltivazione senza suolo possono essere distinti in due gruppi:

  • ciclo aperto (soluzione nutritiva a perdere)
  • ciclo chiuso (soluzione nutritiva ricircolante).

Il sistema piu diffuso è quello aperto a substrato che prevede l'impiego di substrati di coltivazione contenuti in sacchetti e/o vasi di diverso volume e forma.

I substrati possono essere organici (torba, vinaccia, alghe...), inorganici (lana di roccia, perlite, pomice...) e talvolta anche miscele di questi; la soluzione nutritiva viene erogata alle piante attraverso un sistema d'irrigazione a goccia che non prevede il recupero ed il ricircolo della soluzione fornita in eccesso, tuttavia con semplici adattamenti il sistema è facilmente riconvertibile a ciclo chiuso.

I sistemi chiusi più importanti sono invece : NFT, aeroponica e floating system.

Il primo Nutrient Film Technique rappresenta l'idroponica in senso stretto, in quanto la coltura sviluppa l'apparato radicale in una canaletta di plastica di diverse dimensioni e forme nella quale, ad intervalli prestabiliti, viene fatta scorrere la suoluzione nutritiva che opportunamente corretta ricircola nel sistema.

Con l'areoponica invece le piante sono supportate da pannelli di diverso materiale, normalmente plastica o polistirolo dove l'apparato radicale viene costantemente nebulizzato con la soluzione nutritiva.

Il terzo sistema prevede vasche di coltivazione contenenti la soluzione nutritiva sulla quale galleggiano i pannelli di polistirolo forati che sostengono la coltura (normalmente colture da foglia).

Gli elementi fondamentali da analizzare in fase di progettazione e dimensionamento di un impianto per la coltivazione fuori suolo sono:

  • ambiente di coltivazione (temperatura, UR, lux , ventosità , evapotraspirazione...)
  • qualità dell'acqua
  • specie e varietà da coltivare
  • sistema di miscelazione e distribuzione della soluzione nutritiva
  • substrato/sistema.

Il micro-clima presente nell'ambiente protetto e la gestione dei parametri che lo determinano influisce energicamente su tutte le scelte relative al sistema di coltivazione (tipo di substrato, caratteristiche e volume del substrato, portata oraria dei gocciolatori, ecc.). L'evapotraspirazione ed il volume dell'acqua disponibile nel substrato sono da mettere in stretta relazione alla qualità dell'acqua disponibile tenendo conto delle specifiche esigenze della specie.

Le principali caratteristiche dell'acqua da considerare sono quelle chimiche (dotazione di macro- e micro-elementi, pH, EC) e quelle fisiche e biologiche (temperatura, presenza micro-organismi, ecc.).

L'eccesso di alcuni elementi chimici nell'acqua può risultare dannoso per alcune specie e talvolta può essere anche il limite per alcuni sistemi (ricircolo) e/o alcuni substrati (scarsa ritenzione idrica, poco tampone...).

Conosciuta l'analisi dell'acqua attraverso specifiche correzioni con l'ausilio di sali fertilizzanti ed acidi o basi si costruiscono soluzioni concentrate per ottimizzare stoccaggio e praticità distributiva. Normalmente vengono costruite almeno due soluzioni concentrate al fine di tenere distinti alcuni sali non compatibili (es. sali di calcio >< sali fosfatici), le quali vengono sucessivamente diluite sino al raggiungimento dei parametri di EC e pH prefissati. La diluizione delle soluzioni madre viene attuata attraverso diversi sistemi (dosatori volumetrici, pompette dosatrici, computer), più o meno sofisticati che provvedono alla miscelazione con acqua sfruttando differenti metodi (volumetrico, feedback pH e EC, iniezione in linea, a vaso aperto, ecc.). La composizione della soluzione nutritiva dipende fondamentalmente dai parametri sopra descritti (clima, substrato, qualità dell'acqua...), ed ovviamente dalla specie e varietà coltivata. Molto spesso le caratteristiche varietali sono determinanti in quanto possono essere estremamente variabili nell'ambito della specie stessa, per cui conoscere alcuni parametri guida come vigoria, precocità, tipo di apparati ipogeo ed epigeo, tolleranza all'EC, aiutano significativamente a gestire e formulare correttamente le soluzioni nutritive.

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